Intimazione di pagamento: cos'è e come funziona

Un'intimazione è più di un sollecito e meno di una causa: è l'atto formale che fissa un termine e apre la strada al recupero giudiziale.

Il significato dell'intimazione

"Intimazione di pagamento" indica una richiesta scritta e formale di pagare una somma determinata entro un termine, con l'avvertimento delle conseguenze in caso di inadempimento. È il gradino successivo al sollecito: cambia il registro, non più commerciale ma giuridico.

Lo stesso termine viene usato in contesti diversi — riscossione esattoriale, atti di un legale, comunicazioni di un'utility — ma la sostanza è sempre questa: pagare entro una data, altrimenti si procede.

Sollecito, intimazione, decreto ingiuntivo: le differenze

AttoChi lo emetteEffetto principale
SollecitoCreditorePromemoria, nessun effetto se non provato
Intimazione / messa in moraCreditore o suo legaleCostituisce in mora e interrompe la prescrizione
Decreto ingiuntivoGiudice, su ricorsoTitolo esecutivo se non opposto nei termini
Cartella / intimazione esattorialeAgente della riscossioneRiscossione coattiva di tributi e sanzioni

Cosa deve contenere

  • identificazione precisa di creditore e debitore;
  • titolo del credito: contratto, fatture, numeri e date;
  • importo capitale, distinto da interessi e spese;
  • intimazione espressa a pagare entro un termine determinato;
  • avvertimento delle iniziative in caso di mancato pagamento;
  • eventuale riserva di ogni azione e diritto;
  • data, firma e canale di invio con prova di ricezione.

Come inviarla perché produca effetti

L'atto vale in quanto ricevuto. PEC verso l'indirizzo risultante dai registri pubblici, oppure raccomandata A/R all'indirizzo corretto: sono i due canali che consentono di dimostrare data e destinatario. Conservare ricevuta di accettazione e di consegna è parte dell'atto, non un dettaglio.

Un'intimazione inviata via email ordinaria resta valida come richiesta, ma se il debitore nega di averla ricevuta la prova ricade sul creditore.

Se sei tu a riceverla

Ignorarla è la scelta peggiore. Verifica che il credito esista davvero, che l'importo sia corretto e che non sia già prescritto. Se il debito è fondato, valuta un piano di rientro scritto prima che maturino spese legali. Se è infondato o prescritto, contesta per iscritto entro il termine indicato, usando un canale con prova di ricezione.

Domande frequenti

Che cos'è un'intimazione di pagamento?
È la richiesta formale con cui il creditore intima al debitore di pagare una somma determinata entro un termine preciso, avvertendo che in mancanza agirà nelle sedi opportune. Se inviata per iscritto e ricevuta dal debitore, vale come atto di costituzione in mora e interrompe la prescrizione.
Che differenza c'è tra intimazione di pagamento e decreto ingiuntivo?
L'intimazione è un atto stragiudiziale: la scrive il creditore o il suo legale e non ha forza esecutiva. Il decreto ingiuntivo è invece un provvedimento del giudice, chiesto con ricorso, che se non opposto nei termini diventa titolo esecutivo e consente il pignoramento.
Cosa succede se non pago dopo un'intimazione?
Il creditore può procedere per via giudiziale, tipicamente con un decreto ingiuntivo, e chiedere interessi e spese. L'intimazione ricevuta e non contestata rafforza la sua posizione, perché documenta la richiesta e la data.
Quanto tempo si ha per rispondere a un'intimazione di pagamento?
Il termine lo fissa il creditore nell'atto stesso: nella prassi va da 7 a 15 giorni. Non è un termine di legge, ma ignorarlo espone al passo successivo. Se il credito è contestato, conviene rispondere per iscritto entro quel termine motivando la contestazione.

Gestire tutto questo senza fogli di calcolo

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Altre guide

Contenuto informativo di carattere generale: non sostituisce il parere di un avvocato sul caso concreto.